Armonia
Modulazione
La modulazione è il passaggio da una tonalità a un'altra all'interno di un brano, con un nuovo centro tonale che si stabilisce per un po', per esempio da Do maggiore a Sol maggiore.
Che cos'è la modulazione in musica?
Modulare significa cambiare tonalità: la nota di riposo non è più la stessa e una nuova scala diventa il riferimento. Se il tuo brano è in Do maggiore (C, Dm, Em, F, G, Am) e il ritornello gira attorno a G con F# ovunque, hai modulato in Sol maggiore.
Non confondere la modulazione con un prestito momentaneo. Un D7 isolato che porta a G in un brano in Do è una dominante secondaria: una battuta dopo sei di nuovo in Do. Si parla di modulazione quando la nuova tonalità è confermata da una cadenza, tipicamente V-I, e dura diverse battute.
Quali sono i modi principali per modulare?
- Con accordo pivot: un accordo comune alle due tonalità fa da cerniera. Da Do a Sol, Am è vi in Do e ii in Sol: C, F, Am, D7, G. L'orecchio quasi non se ne accorge.
- Con la dominante: suoni subito il V della nuova tonalità. Per andare da Do a Fa basta un C7 prima di F.
- Diretta: salti nella nuova tonalità senza preparazione, spesso all'inizio di una sezione.
- Verso la relativa: da Do maggiore a La minore, la sua relativa minore, con E7 e poi Am. Le due tonalità hanno le stesse note, solo il G# di E7 annuncia il cambio.
Come si modula di un tono nell'ultimo ritornello?
È il cambio di tonalità più sentito nel pop: l'ultimo ritornello sale di un tono (o di un semitono) per rilanciare l'energia. Esempio in Sol: G, D, Em, C per tutto il brano, poi una battuta di E7 (il V della nuova tonalità), poi A, E, F#m, D nell'ultimo ritornello.
Alla chitarra il trucco è suonare il giro con accordi con barré: basta spostare tutte le forme di due tasti verso l'acuto. G con barré al 3° tasto diventa A al 5°, Em al 7° tasto (forma di La) diventa F#m al 9°. Con accordi aperti, metti un capotasto al 2° tasto e rifai le stesse forme.
Quali tonalità sono più facili da raggiungere?
Le tonalità vicine sul circolo delle quinte condividono sei note su sette: da Do raggiungi Sol (un diesis) o Fa (un bemolle) quasi senza sforzo, insieme alle loro relative Mi minore e Re minore. Più ti allontani sul circolo, più la modulazione suona come un deciso cambio di colore.
Per vedere queste tonalità vicine e gli accordi in comune tra due tonalità, apri il circolo delle quinte interattivo: ogni accordo presente in entrambe le liste è un possibile pivot.
In sintesi
- Modulare significa stabilire una nuova tonalità, confermata da una cadenza.
- Un accordo pivot comune alle due tonalità rende il passaggio fluido.
- Le tonalità vicine sul circolo delle quinte sono le più naturali.
- Per salire di un tono, sposta i tuoi accordi con barré di due tasti.
Domande frequenti
Che differenza c'è tra modulazione e trasposizione?
Trasporre significa spostare tutto un brano in un'altra tonalità, per esempio per adattarlo a una voce: chi ascolta non nota nulla tranne l'altezza. Modulare significa cambiare tonalità dentro il brano, e chi ascolta sente il cambiamento.
Come si riconosce una modulazione in una sequenza di accordi?
Cerca alterazioni nuove e cadenze. In un brano in Do, la comparsa ripetuta di D o D7 che risolve su G, poi di Bm o F#m7b5, indica Sol maggiore. Se G diventa l'accordo di riposo per diverse battute, la modulazione è confermata.
Dopo una modulazione bisogna cambiare scala per improvvisare?
Sì. Passando da Do a Sol, ogni F diventa F#. Nella maggior parte delle posizioni basta spostare un dito: sulla corda di Mi basso il 1° tasto diventa il 2°. Individua il punto esatto del cambio per non suonare F sopra il D7.
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